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Perché [inconsciamente] ci Autosabotiamo?

autosabotaggio-autostima

Ti è mai capitato almeno una volta nella vita che:

-Ti sembra che ci sia sempre qualcosa che si metta in mezzo tra te gli obiettivi che vuoi raggiungere?

-Ti capita mai di trattenerti dal fare qualcosa, anche se in fondo sai che ne hai veramente bisogno o che lo vuoi intensamente?

-Di iniziare qualcosa solo per trovare una qualche ragione per cui non funzionerà?

-Ti senti mai di non riuscire a fare qualcosa che invece dovresti essere in grado di fare?

-Ti capita mai di trattenerti dal fare qualcosa, anche se in fondo sai che ne hai veramente bisogno o che lo vuoi intensamente?

-Sei mai tornato indietro a vecchie abitudini quando invece eri ad un passo dal raggiungere il successo?

Se nella tua vita ti è capitata almeno una di queste situazioni allora anche tu sei vittima di uno dei più grandi freni che si pone l’essere umano: parliamo dell’autosabotaggio.

Leggendo questo articolo avrai già imparato:

  • Cos’è l’autosabotaggio e perché ci autosabotiamo
  • Come agisce l’autosabotaggio
  • 3 step per smettere di autosabotarti

 

Cos’è l’autosabotaggio e perché ci autosabotiamo

Con il termine auto-sabotaggi si indicano delle situazioni nelle quali limitiamo volontariamente il nostro apporto di energia o impegno in alcuni ambiti della nostra vita, togliendoci la possibilità di successo, per costruirci un “alibi” nella eventualità di insuccessi.

La funzione delle strategie di autosabotaggio è quella di sostenere una immagine positiva di sé.

L’anticipazione di una giustificazione al possibile fallimento, infatti, consente, in caso di insuccesso, di proteggere l’autostima e l’immagine di sé e, in caso di successo, di incrementare l’autostima, acquistando maggiori meriti.

Allo stesso tempo le strategie di autosabotaggio limitano le nostre possibilità di successo, in quanto “rinunciamo a scendere in campo”, e possono impedire l’emergere di nostre capacità.

L’autosabotaggio non è nient’altro che un comportamento tipico che l’essere umano mette in pratica spinto dal suo istinto naturale di sopravvivenza.

Lo mette in pratica quando è spinto dalla paura, per proteggersi da fallimenti sia mentali che fisici e dal rischio in generale.

Tutte quelle persone che vogliono vivere una vita “tranquilla”, senza varietà e priva di rischio, vivono continuamente sabotando se stesse.

La controindicazione di questo stile di vita è quella di non riuscire mai a spingersi oltre ad un certo limite, di non riuscire mai ad ottenere quei livelli di successo che invece potresti raggiungere.

Sabotare te stesso ti può fermare in molti modi diversi: può far sì che tu ti concedi degli sfizi anche se sei a dieta, ti può far rinunciare a corteggiare un potenziale partner oppure ti può impedire di inseguire la tua passione, non facendoti fare carriera nel settore di lavoro che hai sempre sognato.

 

Esempi di auto-sabotaggi:

  • il procrastinare, che è una delle strategie di autosabotaggio più frequente;
  • lo stabilire obiettivi irraggiungibili o troppo facili, che consente di attribuire l’eventuale fallimento o riuscita alle caratteristiche dell’obiettivo;
  • la rinuncia a fare una scelta, infatti rinunciando a scegliere non ci esponiamo al rischio di fare scelte sbagliate;
  • più in generale tutti quegli espedienti che possono compromettere le nostre capacità, abbassando le possibilità di riuscita, ma allo stesso tempo fornendo un alibi nel caso di insuccesso.

La notizia bella è che, comunque, puoi sempre cambiare questo aspetto del tuo comportamento – sta tutto nella tua mente.

Se riesci a cambiare questo tuo modo di pensare e quindi di comportarti, allora riuscirai a liberarti dalla tendenza di sabotare te stesso e otterrai molto più successo in tutti i campi della tua vita.

L’autosabotaggio avviene a livello inconscio: è un po’ come quando ci diciamo di volere qualcosa con tutte le nostre forze e poi continuiamo inconsciamente a comportarci come se non volessimo che questo accada.

Imparare a gestire e a eliminare gli auto-sabotaggi ti permette di smettere di fare 1 passo avanti e 2 indietro e migliorare la tua autostima.

 

Come agisce l’autosabotaggio

Analizziamo uno dei tanti casi in cui l’autosabotaggio ti impedisce raggiungere i tuoi obiettivi.

Per esempio, se decidi di dimagrire senza dieta e nella tua casa o tra i tuoi amici o colleghi di lavoro ci sono altre persone sovrappeso, che però non hanno intenzione di dimagrire, ti faranno sentire a disagio, criticheranno la tua decisione e in maniera subdola faranno di tutto perché tu fallisca.

Non perché sono sadici, ma perché se tu dimagrisci, dimostrerai che è possibile dimagrire senza dieta e quindi dopo di te toccherà a loro dimagrire, quasi inevitabilmente.

L’autosabotaggio avviene a livello inconscio. Non importa che tu in questo momento stia ottenendo grandi risultati grazie al lavoro della tua mente conscia.

Nessuno dei tuoi validi motivi elaborati dalla tua mente conscia lavorerà per te affinché tu possa perdere peso, se i motivi del tuo inconscio (di non cambiare) sono più forti.

Il vero problema è che spesso noi sosteniamo di voler raggiungere il nostro obiettivo, ma non ne siamo veramente convinti a livello profondo: a livello inconscio.

Il nostro inconscio ha una enorme influenza nella nostra vita.

Immagina di visualizzare un iceberg. Cosa vedi? Solo la parte superiore, vero? Ecco, la parte che vedi è solo il 15%, mentre quella che non vedi è la parte più grossa e rappresenta il restante 85%.

Secondo te, tutto il 100% del blocco di ghiaccio si muoverà verso la direzione in cui soffia il vento o si muoverà verso la direzione della corrente sottomarina, nel caso in cui le due forze siano opposte?

Credo non ci siano dubbi: l’iceberg si muoverà nella direzione di spinta della corrente!

Bene, la nostra mente può essere tranquillamente paragonata ad un iceberg: la parte sommersa in acqua che non si vede rappresenta il nostro inconscio e la parte emersa dall’acqua la nostra mente conscia.

Puoi comprendere adesso quanto l’inconscio sia più forte della mente conscia.

Questo vuol dire che, se a livello conscio decidiamo qualcosa che invece il nostro inconscio rifiuta o non accetta, ecco che quest’ultimo applica dei veri e propri sabotaggi, contro i quali abbiamo ben poche probabilità di riuscita.

E non dobbiamo dimenticare che l’inconscio, condizionato dal nostro passato, da messaggi subliminali pubblicitari, dall’educazione ricevuta dai nostri genitori, dal contesto sociale in cui viviamo, e chi più ne ha più ne metta, di certo non ama i cambiamenti pertanto paure e freni inibitori quasi sempre prevalgono sulla forza di volontà.

Se vuoi saperne di più su come fare a smettere di autosabotarti, CLICCA QUI

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Il 1° step: la consapevolezza

Forse negli anni nella tua vita, ti è stato detto troppe volte che la vita è dura, che solo pochi hanno successo, che è giusto vivere mettendo da parte il tuo interesse, forse sei stato educato nell’accettare le cose come ti vengono senza che tu ne possa essere in qualche modo responsabile o che tu abbia il potere di modificarle.

Ecco il primo passo da fare:

“Essere consapevole che sei tu stesso ad essere responsabile al 100% per quello che ti accade, e che tu e solo tu hai il potere di raggiungere i tuoi obiettivi e quindi di cambiare la tua vita”

Basta semplicemente eliminare quei blocchi inconsci installati nella tua mente che ti limitano e ti impediscono di ottenere i risultati che desideri.

Se vuoi smettere di rimandare, di procrastinare, ma ogni tentativo fallisce inesorabilmente, c’è una qualche convinzione limitante che ti sta bloccando.  Scovala ed eliminala.

Se vuoi sentirti più sicuro e non ci riesci, c’è una qualche convinzione limitante che ti sta bloccando.  Scovala ed eliminala.

Se vuoi dimagrire e non ce la fai, allora li c’è una qualche convinzione limitante che ti sta bloccando.  Scovala ed eliminala.

Una volta scovati i tuoi limiti devi correggerli, eliminarli e le tue convinzioni limitanti devi sostituirle con convinzioni potenzianti.

Quante volte hai desiderato dimagrire, tornare in forma?

Quante volte hai cercato di prendere quella decisione di una qualche rilevanza, ma ogni volta sono emerse dentro di te DIFFERENTI VOCI, come in una riunione di condominio?

Quante volte hai iniziato un percorso, magari hai anche ottenuto risultati… ma dopo un po’ una vocina incomincia a dirti che non ce la farai mai e hai la sensazione che qualcosa ti impedisca di riuscirci?

Non è una sensazione sbagliata che avvertiamo: sono proprio i sabotaggi della nostra parte inconscia che ci impediscono di riuscire.

Se continui in questa direzione, con questo atteggiamento ti stai muovendo nella direzione sbagliata e verso l’autodistruzione. Puoi fare qualcosa? Puoi smettere di fare ulteriori danni alla tua vita?

Certo che puoi… e il primo passo è diventare consapevole del fatto che ti stai autosabotando.

“L’autosabotaggio è come un gioco mentale di tiro alla guerra. E’ la mente conscia contro il subconscio in cui la mente subconscia alla fine vince sempre”. Bennet Bo

Ritagliati un quarto d’ora del tuo tempo per pensare agli eventuali autosabotaggi che stai attuando nella tua vita (considera che tutti ne attuiamo qualcuno). Puoi aiutarti nella riflessione ponendoti le seguenti domande:

  • Attualmente, quali opportunità che non sto sfruttando ho a portata di mano? Cosa mi sta frenando?
  • Fino ad ora in quale percentuale (da 0 a 100) sento di aver sfruttato le mie qualità e capacità? Cosa mi aiuterebbe ad arrivare al 100%?
  • Ci sono ambiti della mia vita in cui potrei fare di più? Quali?
  • Ci sono scelte che so dovrei prendere ma che sto evitando di prendere?
  • Ci sono obiettivi o decisioni che sto rimandando?

 

Il 2° step: Rischi e Opportunità

Il secondo step per gestire gli auto-sabotaggi è quello di mettere bene in evidenza RISCHI e OPPORTUNITA’ insiti nelle azioni o nelle scelte che stai rinunciando a fare. Poniti le seguenti domande:

RISCHI:

  • Cos’è che mi sta frenando?
  • Quali sono i rischi che correrei se “andassi fino in fondo”?
  • Nella peggiore delle eventualità cosa potrebbe accadermi? (distingui bene il fatto che potrebbe accaderti dalla interpretazione che tu dai del fatto)
  • Ci sono altre interpretazioni che potrei dare di questo fatto?
  • Ci sono delle cose che potrei fare, o che potrei fare diversamente per limitare l’entità di tali rischi?

OPPORTUNITA’:

  • Quali sono le opportunità che mi sto perdendo rinunciando a dare il massimo di me stesso?
  • Cosa riuscirei ad ottenere se tutto andasse per il “verso migliore”?

 

Il 3° step: le Alternative

Inizia a pensare alle possibili “STRADE ALTERNATIVE” che ti permetterebbero di sfruttare le opportunità, senza incorrere nei rischi che hai evidenziato sopra.

Inoltre c’è un aspetto che merita una particolare attenzione: talvolta l’insoddisfazione, la frustrazione o l’ansia che si provano di fronte a insuccessi o a errori derivano dal fatto che NON ci si è concessi la possibilità di sbagliare.

Questo accade in particolar modo quando interpretiamo l’esito e i risultati di nostre azioni come un “verdetto” su di noi e sulle nostre capacità. Interpretando i nostri insuccessi come un fallimento personale è normale che siamo spinti a “fare le cose perfettamente”.

Le persone invece provano una minore ansia o frustrazione di fronte a propri insuccessi quando interpretano gli esiti e i risultati delle proprie azioni come un “feedback” sulle proprie prestazioni, non su loro stessi; in altri termini, gli errori non vengono interpretati come “verdetti” sulle proprie abilità, ma come segnali di strategie o impegno inadeguati, che possono aiutare ad “aggiustare il tiro”.

Queste persone sono quindi spinte dalla motivazione di “imparare, migliorare, scoprire qualcosa di nuovo”, piuttosto che di “fare qualcosa perfettamente”.

Quindi se di fronte a determinate possibilità o opportunità proviamo l’ansia del possibile insuccesso (che ci porta ad autosabotarci) possiamo iniziare a cercare delle interpretazioni diverse di questi insuccessi:

  • la vita è una “palestra”, e gli errori che commettiamo sono i nostri migliori alleati, perché ci aiutano a migliorarci e a capire dove “correggere il tiro”;
  • le nostre abilità non sono delle entità fisse, ma sono “forgiate” dalle nostre esperienze;
  • maggiori sono le esperienze che facciamo maggiori sono le possibilità di crescita personale e di auto-miglioramento.

 

Per concludere:

L’autosabotaggio è una “brutta bestia”, perché diventiamo noi i nostri peggiori tiranni e carcerieri.

E’ vero che l’auto-sabotaggio serve a proteggere la nostra autostima. Se ci impegniamo poco, se non “spingiamo” al massimo le nostre possibilità, o se rinunciamo a fare una scelta, abbiamo un alibi nel caso di insuccesso, perché potremo sempre dire a noi stessi, e agli altri: “Se mi fossi impegnato al massimo sarebbe andata diversamente”.

E se invece ci impegnassimo al massimo delle nostre possibilità nel caso di insuccessi non avremmo alibi.

Ma questo atteggiamento continuerà a portarci a NON ottenere quello che desideriamo, a NON raggiungere i nostri obiettivi e a fare 1 passo avanti e 2 indietro.

Applicando i passi che ti ho spiegato puoi iniziare a smettere di darti la zappa sui piedi e iniziare a fare passi in avanti verso il tuo obiettivo.

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